"FIFA Crime Cup 2026", le nuove opere di Laika1954 a Zurigo davanti alla sede della Fifa
La prima raffigura Trump e Infantino, la seconda mostra un tifoso messicano fermato, perquisito e arrestato da due agenti dell’ICE
La prima raffigura Trump e Infantino, la seconda mostra un tifoso messicano fermato, perquisito e arrestato da due agenti dell’ICE
Alla vigilia dell’inizio dei Mondiali, in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico, due nuove opere della street artist Laika1954 sono apparse a Zurigo.
La prima installazione, affissa davanti alla sede della Fifa, raffigura il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente della Fifa Gianni Infantino mentre sollevano una provocatoria “death cup”. La seconda, intitolata “FIFA Crime Cup 2026” e comparsa nel centro città, mostra un tifoso messicano fermato, perquisito e arrestato da due agenti dell’ICE, con il volto rivolto al muro e le mani alzate.
Le opere, spiega l’artista, vogliono denunciare quello che definisce “uno dei Mondiali più controversi della storia” sul piano dei diritti umani. “È il Mondiale di Trump, delle sue bombe che hanno ucciso migliaia di persone, delle deportazioni dell’ICE, delle discriminazioni razziali, del blocco dei visti e del collasso della democrazia”, afferma Laika.
Nel mirino dell’artista c’è anche la Fifa e il suo presidente. “Ha permesso ad Israele di disputare le qualificazioni in pieno genocidio e ha premiato Trump con il FIFA Peace Award”.
Le opere pongono inoltre interrogativi sulle condizioni dei tifosi, in particolare quelli provenienti dall’America Latina: “Quante persone messicane e sudamericane rinunceranno a tifare pubblicamente per le proprie squadre per paura di finire vittime di retate e deportazioni?”, si chiede l’artista.
Non manca una critica al governo messicano, accusato di utilizzare il torneo come strumento di “sportswashing”: “130.000 sono i desaparecidos, frutto della criminalità organizzata con la partecipazione di agenti statali”, ricorda Laika. Infine, l’artista punta il dito contro i costi dell’evento: “È il mondiale dell’esclusione sociale, a beneficio di una élite ricchissima: il costo dei biglietti è un insulto alla povertà mondiale”.
📌 Kaynak
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