Gentiloni: “L'Europa sotto assedio. Trump mi chiese cosa fosse l'Ue. Un no a Kiev sarebbe inaccettabile”
A Repubblica delle Idee le riflessioni sulle sfide per l’Unione
A Repubblica delle Idee le riflessioni sulle sfide per l’Unione
BOLOGNA – È ottimista sul futuro dell’Unione Europea Paolo Gentiloni, anche se ci sono nubi all’orizzonte. «Non c’è dubbio che noi europei siamo sotto assedio. È sotto assedio quello che l’Europa rappresenta perché siamo alternativa ai nazionalisti per libertà, diritti, welfare e regole per il digitale». Oggi, aggiunge l’ex commissario europeo per gli affari economici e monetari della Commissione Ursula von der Leyen a Repubblica delle Idee, sull’Europa «c’è una competizione asimmetrica, chi la vuole colpire attacca, chi la vuole difendere è molto europeo, agostiniano: siamo alle confessioni».
Per questo, è chiara la direzione da prendere: «Serve una maggiore sovranità europea, dobbiamo arrivare a una sorta di federazione, pensando non solo alla Difesa ma anche al Tesoro: abbiamo fatto una grandissima operazione creando la moneta unica ma abbiamo la politica monetaria decisa a Francoforte e le politiche di bilancio decise paese per paese». Ma un punto è chiaro: «Io il 2 giugno mi sento un grande patriota italiano, contemporaneamente mi sento anche cittadino europeo e penso che se vogliamo prendere sul serio i problemi, il nostro futuro ha senso se ci riterremo sempre di più cittadini italiani e europei».
Ad Alberto D’Argenio che davanti al pubblico dell’Arena del Sole lo sollecita sul futuro della Nato, Gentiloni risponde: «Una difesa comune europea non sarebbe un’alternativa alla Nato, sarebbe, tra virgolette, come impadronirsi almeno in parte della Nato da parte degli europei, si può fare anche se siamo in ritardo». E parlando del ridimensionamento dell’impegno americano nell’Alleanza atlantica, arrivare a Trump è un attimo. L’ex premier ricorda un fatto personale. «Anni fa, quando conobbi Trump lui aveva già antipatia per l’Unione europea: mi chiese cos’era», dice facendo ridere il pubblico in sala, che lo ascolta assieme al giornalista Paolo Garimberti.
Naturalmente si parla di Ucraina il cui ingresso nell’Unione europea sarebbe, per Garimberti, «un modo per darle un salvacondotto». Gentiloni è netto: «Non possiamo politicamente e moralmente negare l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, sarebbe anche moralmente inaccettabile». Ora, aggiunge, «non capisco perché improvvisamente in Italia nasce la questione della sua adesione. Diciamo che lo considero un effetto Vannacci, ma per noi è un dovere. Guaio se l’Italia è un paese che stacca la spina in questo senso». Ma prima di questo passaggio, «l’Ucraina deve risolvere questioni rilevanti, il primo è un livello molto alto di corruzio
📌 Kaynak
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