Inferno Kostiantynivka. I russi in difficoltà ovunque, tentano la spallata in Donbass

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L’esercito logorato porta avanti con sanguinosa determinazione il compito assegnato da Putin: completare l’occupazione del Donetsk

L’esercito logorato porta avanti con sanguinosa determinazione il compito assegnato da Putin: completare l’occupazione del Donetsk

I russi sono in difficoltà ovunque, ma portano avanti con sanguinosa determinazione il compito assegnato da Putin: occupare il Donetsk, la terra pretesa dal Cremlino per chiudere la guerra. Oggi sono vicini a ottenere un successo strategico: occupare Kostiantynivka, una delle quattro città fortezza che proteggono l’ultima parte del Donbass rimasta in mani ucraine. Se dovesse cadere, i russi potranno puntare su Kramatorsk, la capitale della resistenza agli invasori.

C’è una cortina di propaganda e di notizie distorte che avvolge la sorte di Kostiantynivka, con il sospetto che Mosca stia impiegando pure l’intelligenza artificiale per amplificare i risultati sul campo. Ma è chiaro che la situazione per i difensori è diventata critica. Da settimane i russi continuano a infiltrare squadre di fanti, spesso due alla volta, tra le macerie del centro. Ora sono riusciti a penetrare nella “cuspide” che chiude i quartieri settentrionali e minacciano di interrompere l’unica strada per i rifornimenti.

Kostiantynivka è un inferno. Prima del 2022 ci vivevano settantamila persone, adesso i civili sono meno di duemila. I palazzi sono stati sistematicamente demoliti da centinaia di bombe plananti da una tonnellata, che i caccia sganciano restando lontano dalla gittata della contraerea. Sciami di droni d’ogni tipo volano senza sosta su tutta l’area urbano: duellano tra loro ma quelli russi adesso sono in netto vantaggio e si gettano su ogni persona. Si vive sottoterra, dove i soldati ucraini affrontano turni di quattro mesi prima di venire sostituiti.

Il comando di Kiev ha rivestito l’arteria che collega a Sloviansk di reti per frenare i raid dei quadricotteri. C’è un lungo reportage video girato dai cronisti del “Kyiv Independent” che documenta la realtà della striscia d’asfalto: nessun veicolo osa percorrerla; ci sono solo piccoli robot su ruote e colonne di fanti che si spingono verso la prima linea. I reduci che lasciano il fronte sono laconici: “Kostiantynivka? E’ un maledetto disastro. Ma teniamo duro”.

L’assedio è iniziato lo scorso agosto. La città è stata circondata dai droni, che l’hanno resa una “kill zone”: un campo di morte esteso fino a venti chilometri di distanza. Non ci sono mai stati assalti frontali. Nelle rare occasioni in cui i russi hanno mandato avanti tank e cingolati, gli ucraini li hanno distrutti dopo poche centinaia di metri. Intanto però dal ventre dei blindati sono uscite pattuglie che si sono infilate tra le r

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