Melonellum, in Aula solo il 14 luglio. Il Pd: “Citofonare Salvini”. Lui: “Non mi risulta caos treni”

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Melonellum, in Aula solo il 14 luglio. Il Pd: “Citofonare Salvini”. Lui: “Non mi risulta caos treni”

È quanto deciso nella capigruppo. Slittamento per caos trasporti, il Pd: “Citofonare Salvini”. Lui: “Non mi risulta”. Sherpa di maggioranza al lavoro

È quanto deciso nella capigruppo. Slittamento per caos trasporti, il Pd: “Citofonare Salvini”. Lui: “Non mi risulta”. Sherpa di maggioranza al lavoro

Il Melonellum, la nuova legge elettorale voluta dalla maggioranza e fortemente avversata dalle opposizioni, verrà esaminato alla Camera il prossimo 14 luglio. È quanto emerso nel corso della capigruppo di Montecitorio. La riunione era stata convocata proprio sul timing del testo dopo che era approdato il 26 giugno in Aula per la discussione generale e fino ad ora era ipotizzato, in base al calendario d'Aula, che le votazioni entrassero nel vivo dalla prossima settimana.

Dura la segretaria del Pd, Elly Schlein: "Anche oggi, come ogni giorno ormai da settimane, i partiti di maggioranza sono concentrati unicamente a litigare sulla legge elettorale. La paralisi politica del governo Meloni è ormai evidente. Una paralisi che il Paese non si può permettere. Gli italiani chiedono risposte urgenti su sanità, stipendi, bollette e caro carburanti. Ma a destra passano le notti a incontrarsi nei palazzi e le giornate a rispondersi a colpi di agenzia, sempre sullo stesso tema: come garantire sé stessi”. La leader dem chiede: “La domanda è semplice: il tempo di occuparsi dell'Italia quando pensano di trovarlo? Questo spettacolo è durato anche troppo. È ora che si occupino dei problemi reali del Paese".

Mentre, a termine della riunione, la capogruppo Pd Chiara Braga afferma: "Il presidente della Camera nell'annunciare la data ha fatto riferimento alla situazione complicata dei trasporti la prossima settimana, ma su questo io non so dirvi... citofonate Salvini".

A intervenire anche il segretario di Più Europa, Riccardo Magi: "Il motivo dello slittamento dell'inizio dei voti sulla legge elettorale ufficialmente è stato il disagio dei trasporti – dice -, ma a me pare che il disagio sia in maggioranza e sia un disagio tutto politico. A meno che 'disagio dei trasporti' non sia un sinonimo di Salvini e Lega".

La replica del vicepremier leghista non si fa attendere. "Cioè leghiamo la legge elettorale ai treni? Questa è nuova". Così Matteo Salvini che glissa sull’argomento: "Non sono un esperto né un appassionato di legge elettorale. Se ne stanno occupando persone più appassionate e competenti di me". "Io arrivo, vado, prendo il treno anche domani - sottolinea -. Ci sono dei cantieri che sono programmati da mesi per rendere la rete più moderna e sicura, ci sono dei ritardi imputabili anche i cantieri e ce ne dispiacciamo, però l'alternativa è non fare questi lavori e fermarci tutti quanti. Ma sono convinto che deputati e sena

📌 Kaynak

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